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Diritto all'immagine ed eventi pubblici

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso proposto avverso la sentenza della Corte di Appello di Roma del 30 luglio 2007 confermando così la decisione della Corte territoriale circa la non sussistenza del diritto al risarcimento del danno per la divulgazione non autorizzata della propria immagine in capo a colui che venga ripreso in relazione a eventi di rilevanza pubblica (nella specie, il Gay Pride) intendendosi quale "evento" anche quegli episodi che pur non integrando in sé l'evento si ricolleghino ad esso in modo inequivocabile.
La Suprema Corte ha altresì precisato che, in ogni caso, la sussistenza di un interesse pubblico alla divulgazione dell'immagine non legittima una divulgazione lesiva del'onore e del decoro della persona. Nella vicenda in oggetto, però, trattandosi di una ripresa televisiva di brevissima durata riguardante una folla anonima di soggetti e destinata a fare da mero sfondo al servizio televisivo, non può reputarsi dimostrato che la divulgazione della stessa sia avvenuta con modalità lesive della dignità del soggetto o, comunque, che sia stata associata ad un evento ed ad un costume sessuale a quest'ultimo estraneo.