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Responsabilità dell’organizzatore di eventi calcistici

La Corte d'Appello di Catania, con pronuncia dell'11 marzo 2013, confermando quanto deciso dal giudice di primo grado, ha stabilito che, nel caso in cui alcuni spettatori di un evento calcistico subiscano un danno per fatto e colpa di altri partecipanti, sussista una responsabilità oggettiva in capo all'organizzatore dell'evento sportivo, a prescindere dall'elemento soggettivo della colpa.
Il Giudicante ha precisato che l'attività dell'organizzatore di eventi calcistici rientra nel novero delle attività pericolose contemplate dall'art. 2050 del codice civile, in quanto, pur trattandosi di disciplina che privilegia l'aspetto ludico, è frequente la partecipazione agli eventi calcistici di gruppi di spettatori violenti che sono soliti compiere atti di teppismo, arrecando danni agli altri partecipanti.
Di conseguenza, tenuto conto della prevedibilità del verificarsi di comportamenti violenti di tal genere nel corso dell'evento sportivo, l'organizzatore, per evitare la condanna, avrebbe dovuto dimostrare di avere adottato tutte le misure necessarie ad evitare il danno patito dagli spettatori.
In questi casi, infatti, per vincere la c.d. presunzione di responsabilità non è sufficiente fornire la prova di non aver violato alcuna norma di legge o di comune prudenza ma deve essere fornita la prova, ben più rigorosa, del caso fortuito o dell'adozione di ogni cautela idonea ad impedire l'evento dannoso.