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COVID-19: Focus su norme per il comportamento sportivo

Con il Dpcmdel 7 agosto 2020 il Governo ha emanato ulteriori disposizioni attuative del D.L. 25 marzo
2020 n.19 recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza Covid-19 ed i suoi effetti. Queste
disposizioni si applicano dalla data del 9 agosto 2020, in sostituzione di quelle del Dpcm 11 giugno 2020 e
del Dpcm 14 luglio 2020, e sono efficaci fino al 7 settembre 2020. Le novità relative al comparto sportivo
introdotte dall’ultimo provvedimento governativo disciplinano le modalità di svolgimento degli eventi e
delle competizioni sportive e la partecipazione del pubblico agli stessi sul territorio nazionale, con una
differenziazione tra eventi di entità minori (con previsione di un numero massimo di 1000 spettatori per
gli stadi all’aperto e di 200 spettatori per gli impianti sportivi al chiuso, salvo casi eccezionali) e quelli di
interesse nazionale e regionale (consentiti a porte chiuse ovvero all’aperto senza la presenza del pubblico).
Per quanto attiene lo svolgimento di competizioni sportive nazionali ed internazionali, organizzate sul
territorio italiano, che prevedano la partecipazione di atleti, tecnici e accompagnatori provenienti da paesi
per i quali l’ingresso in Italia è vietato o per i quali è prevista la quarantena, viene introdotto l’obbligo per i
soggetti precedentemente richiamati di effettuare il tampone naso-faringeo, al fine di, nel caso di esito
negativo, essere autorizzati all’ingresso in Italia.
Sempre in data 7 agosto, la Giunta Regionale della Regione Emilia-Romagna ha emanato un Decreto
con
cui si consente la presenza del pubblico agli eventi ed alle competizioni sportive di interesse nazionale o
internazionale, nel rispetto delle disposizioni dettate dalle “
Linee guida regionali per la partecipazione del pubblico
agli eventi sportivi
”. Il provvedimento regionale prevede la partecipazione dello stesso numero massimo di
spettatori previsto dal Dpcm del Governo, con la possibilità su specifica richiesta presentata alla Regione
di concedere deroghe al numero massimo di spettatori stabilito per specifici eventi di interesse nazionale o
internazionale. Si riportano di seguito le disposizioni inerenti al comparto sportivo previste nel Dpcm, nel
Decreto del Presidente della Giunta Regionale della Regione Emilia-Romagna e le Linee guida allegate al
provvedimento regionale.

Allegati:
Scarica questo file (SLM NEWSLETTER COVID19 SPORT (12.08.2020) VERSIONE SITO SLM.pdf)News Covid-19 Sport SLM[ ]364 kB

La prescrizione dell'azione disciplinare all'esame delle Sezioni Unite

Alle Sezioni Unite l'importante questione giuridica realativa ai rapporti tra i termini prescrizionali previsti rispettivamente dagli artt. 45 C.G.S. CONI e 25 C.G.S. FIGC.
La Quinta Sezione della Corte Federale d'Appello con ordinanza del 5 Agosto 2015, in Comunicato Ufficiale n. 012/CFA (2015/2016), ha, infatti, ritenuto la questione di particolare rilevanza giuridica e tramesso al Supremo Collegio l'interpretazione nomofilattica di quest'ultima. 

In Tribunale Federale Nazionale ritiene legittimo il "tetto delle rose”

l Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare - con decisione in CU N°32/2015 ha respinto i ricorsi presentati da Umberto Calcagno e Damiano Tommasi, in qualità di consiglieri federali, per l’annullamento della delibera del Consiglio Federale del 20/11/2014 “con cui è stata approvata la norma, comunemente qualificata tetto delle rose”.
Il TFN ha infatti ritenuto, nel merito, che la predetta normatia non sia contraria alla Legge, allo Statuto CONI, ai principi fondamentali del CONI, allo Statuto ed ai regolamenti delle Federazioni. A dire del TFN la norma ha una ratio meritevole di tutela in quanto mira a "favorire lo sviluppo e la crescita dei calciatori under 21, tanto da inserirsi a pieno titolo nel processo di sviluppo del calcio giovanile, particolarmente avvertito dagli organismi più rappresentativi a livello internazionale, FIFA ed UEFA, senza voler per questo discriminare o penalizzare i calciatori più avanti nell’età (gli over 21), per i quali, già presenti nelle rose nel numero massimo di 25, è tra l’altro e non a caso prevista un’ampia possibilità divariazione (commi 4 e ss. della normativa) e quindi di ampliamento della possibilità di loro utilizzazione". Il TFN afferma poi che non si possa "fondatamente sostenersi che la normativa impugnata si ponga in contrasto con il Decreto Lgs. 9 luglio 2003 n. 216, in tema di attuazione della Direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occpazione e di condizioni di lavoro. A tal rigaurdo il Giudicante ha motivato infatti la norma federale tutela pienamente il diritto di accesso al lavoro così come previsto dalla normativa statale, confermandolo in capo agli over 21 efavorendolo per gli under 21, a tal punto da risultare in armonia con la stessa norma statale nella parte in cui non considera atti discriminanti quelle differenze di trattamento, legate anche all’età, che, per la natura dell’attività lavorativa o per il contesto in cui essa viene espletata, costituiscono un requisito essenziale e determinante per lo svolgimento dell’attività medesima, come è nel caso in esame.